01 / 02 / 2026

Intervista a Enrico Scarazzati Vicepresidente Lega Consumatori

ROVIGO  – Negli ultimi anni il peso del caro vita si è fatto sempre più gravoso per le famiglie italiane, con un impatto particolarmente significativo sui beni di prima necessità e sulle spese energetiche. I dati più recenti diffusi nei giorni scorsi dall’Istat mostrano infatti come, dal 2021 a oggi, i prodotti che compongono il cosiddetto “carrello della spesa” abbiano registrato rincari nettamente superiori rispetto all’andamento medio dei prezzi al consumo.
“Questi numeri raccontano una realtà che i consumatori sperimentano ogni giorno facendo la spesa o pagando le bollette”, commenta Enrico Scarazzati,  Vice Presidente Nazionale  e Presidente della sede di Rovigo della Lega Consumatori. “Il problema non è solo l’inflazione in sé, ma il fatto che a crescere di più siano proprio le voci indispensabili, sulle quali le famiglie non possono intervenire riducendo i consumi”.
A fronte di un’inflazione generale che, nel periodo considerato, si è attestata su valori complessivamente più contenuti, alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona hanno fatto segnare aumenti cumulati di circa un quarto rispetto ai livelli di quattro anni fa. Ancora più marcato il balzo dei costi energetici, che risultano cresciuti di oltre un terzo, incidendo in modo diretto sulle bollette e, indirettamente, su numerose altre voci di spesa.
Nel corso del 2025 si è osservata una nuova accelerazione dei prezzi dei beni essenziali, mentre l’inflazione “di fondo” mostra solo lievi segnali di rallentamento. In particolare, a trainare i rincari sono stati i settori legati all’abitazione, alle utenze domestiche e ai prodotti alimentari, mentre alcune voci come trasporti e servizi ricreativi hanno evidenziato una dinamica più contenuta.
Preoccupante è soprattutto l’impatto sociale di questa tendenza. L’aumento dei prezzi colpisce infatti in misura più rilevante le famiglie con minori capacità di spesa, per le quali energia e beni primari rappresentano una quota molto più elevata del bilancio mensile. Nel 2025 l’inflazione avvertita dai nuclei economicamente più fragili è cresciuta sensibilmente, avvicinandosi a quella delle famiglie più abbienti e annullando solo in apparenza un divario che resta critico in termini di potere d’acquisto reale.
Anche sul piano territoriale emergono differenze significative: alcune città registrano livelli di inflazione superiori alla media nazionale, mentre altre mostrano aumenti più contenuti o addirittura variazioni negative. Nel complesso, il Mezzogiorno presenta valori medi più elevati rispetto a diverse aree del Nord.
Secondo Scarazzati, è necessario un cambio di passo nelle politiche di tutela: “Servono interventi strutturali per calmierare i costi dell’energia e rafforzare i controlli lungo le filiere, perché quando i rincari superano sistematicamente l’inflazione generale il rischio è quello di una perdita permanente di potere d’acquisto, soprattutto per i redditi medio-bassi”.
La Lega Consumatori infine maggiore attenzione alle dinamiche dei prezzi e misure mirate di sostegno, affinché il peso dell’aumento del costo della vita non continui a gravare in modo sproporzionato sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
 


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